Terza fermata: L’area di scarico e stoccaggio
Dove il controllo diventa preparazione

Dopo la pesa e la verifica documentale, il materiale entra nel cuore operativo dell’impianto.

L’addetto alle operazioni di scarico, informato del conferimento e della tipologia del rifiuto, provvede a dare indicazione all’autista in merito alle aree di scarico, assiste alle operazioni ed effettua un ulteriore controllo visivo, prestando attenzione che il rifiuto sia libero da eventuali sostanze/materiali indesiderati e non trattabili nell’impianto.

I rifiuti organici vengono conferiti all’interno di una struttura chiusa e mantenuta in depressione, progettata nel rispetto di tutte le normative vigenti in materia ambientale e di sicurezza; lo stoccaggio avviene per tipologie omogenee, nel rispetto del layout e dei quantitativi autorizzati.
Nell’area antistante alle baie di ricezione, si colloca un’ulteriore struttura, dedicata alla triturazione del verde e al suo stoccaggio.

La depressione dell’ambiente di scarico non è solo una scelta tecnica, ma un presidio di tutela:

–    Impedisce la diffusione di emissioni odorigene
–    Garantisce ambienti di lavoro sicuri
–    Protegge il territorio circostante
–    Assicura il pieno controllo del processo

Terminate le operazioni, il mezzo passa all’interno dell’area adibita al lavaggio ruote ed abbandona l’area di scarico, effettuando le attività necessarie all’uscita dall’impianto (pesatura, compilazione e riconsegna dei documenti di trasporto all’autista).

Prossima fermata: La miscelazione e la preparazione dei rifiuti al processo di igienizzazione e stabilizzazione nelle Biocelle, dove il materiale entra nella fase biologica controllata.